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Guano Padano › 2

TREMOLOA
Un intenso dialogo strumentale Italia-America con ospiti Ribot e Patton

“PRAIRIE FIRE” Guano Padano feat.Mike Patton from Morgana on Vimeo.

Il trio prosegue nell’esplorazione della musica cinematica anche se, a differenza dell’esordio, 2 alza maledettamente il tiro e si rivela come gemma gravida di suggestioni visive. Lunga cavalcata tra i confini di un indecifrabile Ovest americano, corsa che sovente devia senza perdere in coerenza espressiva, dichiarazione d’amore per la musica surf, il genio di Morricone e Badalamenti, la maestosa produzione zorniana. Zebulon ha i colori della prateria, One Man Bank l’acre odore della polvere da sparo. Degna cornice alle atmosfere del Tarantino più torbido è Gran Bazaar, con il suo arrembante chitarrismo alla Dick Dale a stravolgere uno scenario sul quale ora si proietta la raffinata Gumbo, episodio vicino al Bill Frisell di Blues Dream. Il suono grave del clarino di Achille Succi tratteggia la sagoma di Lynch, momento lascivo che il Theremin di Vincenzo Vasi rende pericolosamente seducente. In Miss Chan il mandolino crea speziati profumi d’Oriente sovrastati da una ruvida anima surf che raggiunge l’apice nell’assolo tagliente di Marc Ribot, ospite d’eccezione insieme a Mike Patton, sciamano in preda al peyote nell’infernale Prairie Fire. Le agrodolci Nashville, El Cayote e Sleep Walk (Santo & Johnny) sono la colonna sonora di un tramonto losangelino, la fioca luce dei neon a rivelare un’umanità stanca che ormai scivola nell’ombra.

Calibro35 › Ogni riferimento a persone esistenti…

VENUS
La “banda” mette a segno un altro colpo: allarga gli orizzonti senza rinunciare alla patina rétro

Calibro 35 – Ogni Riferimento a Persone Esistenti o a Fatti Realmente Accaduti è Puramente Casuale – 2 from Rockit on Vimeo.

La banda mette a segno un colpo ambizioso, 12 pezzi che sorprendono per versatilità, gusto e forza esecutiva. Scritto e registrato di getto a New York, presso i Brooklyn Recording And Mission Sound, il nuovo lavoro fuga qualsiasi dubbio sulla tenuta del progetto e sulla capacità dello stesso di rinnovarsi. L’idea estetica di base rimane imbevuta di quel propellente straordinario che è la musica del noir e del polizziottesco anni 70. Alla già nota cifra stilistica si sommano qualità compositive convincenti e inaspettate. Senza rinunciare a quella patina rétro che il marchio di fabbrica impone, i 10 brani autografi sono squarci di urbana contemporaneità. Continue reading…

My Morning Jacket

KÖLN, LUXOR – 12 NOVEMBRE 2011
Gli headliner di Lollapalozza e Bonnaroo condensano la loro bruciante elettricità in un locale da 450 posti

In Europa dopo oltre tre anni. Anche stavolta niente date italiane. Si migra verso nord per raccogliere un frammento elettrico, ammirare una prodigiosa forza della natura. Nell’incertezza che regna su questo inizio secolo, Jim James e la sua creatura si sono ritagliati con bravura un posto nell’Olimpo. La pozione che unisce l’heavy rock, il soul e quel surrealismo psichedelico ha un brevetto difficile da decifrare. La rovesci sopra un palco e brucia come soda caustica. L’ululato che annuncia Victory Dance accende la miccia, il suono del Fender Rhodes pervade l’etere. Continue reading…

Wilco

MÜNCHEN, CIRCUS KRONE – 9 NOVEMBRE 2011
A spasso per il repertorio di una vita: la splendida “normalità” di una band che si rifà ai classici senza suonare rétro

“Impossible Germany” by Wilco from 5ainte on Vimeo.

La grande sala rotonda, il rosso dominante, il soffitto come una gigantesca ruota di bicicletta illuminata. L’inizio è sottovoce, un preambolo intimo ad alta tensione. Il lungo concerto parte con One Sunday Morning, lento brano acustico di oltre 10 minuti che chiude l’ultimo album targato Wilco. Le note del pianoforte battono piano, regolari. Gocce di pioggia contro la finestra. Seguono Poor Places e Art Of Almost, condensato supremo della loro proposta. Alternando classici come I Am Trying To Break Your Heart e Jesus Etc. alle nuove e splendide Dawned On Me e Whole Love, la musica dei nostri avvolge il Circus Krone (dal 1919 il più grande circo stabile d’Europa) creando un effetto magico, da viaggio nel tempo. Continue reading…

Calibro 35

MILANO, TEATRO DAL VERME – 21 OTTOBRE 2011
Indagine sul cinema italiano del brivido. Una serata speciale, materiale inedito, un ensemble allargato. Un altro successo firmato Calibro35 e Tommaso Colliva.

Una sola notte per seminare le auto della polizia e calarsi in un pozzo mai esplorato prima. Un tributo al giallo sperimentale di inizio settanta, al rosso sangue dell’horror più estremo e seminale. Il made in Italy da esportazione più truculento, sadico ed erotico che il mondo ricordi. Calibro 35 rileggono quelle colonne sonore in formazione allargata con De Gennaro alle percussioni, D’Erasmo e Savoldi al violino e al violoncello, Ranieri e Bucci alla tromba e al trombone. Continue reading…

The Black Crowes

LONDON, SHEPHERD’S BUSH EMPIRE – 12/13 LUGLIO 2011
Londra batte Vigevano 2-0. Due serate incandescenti, 40 brani di cui solo 4 proposti in entrambe le date, grandi cover e l’ospitata di un bianco signore chiamato Jimmy Page

Live from the Artists Den: The Black Crowes from Artists Den on Vimeo.

Sono da poco passate le 22:30 di mercoledì 13 luglio. Il pubblico che affolla lo splendido Shepherd’s Bush Empire è divorato da un’attesa febbrile, i Black Crowes attendono nei camerini. Si sono resi protagonisti di due serate incandescenti, per complessive 6 ore o giù di lì. Il vecchio teatro scricchiola e li reclama a gran voce, loro rientrano, sorridono e salutano con grandi inchini. Chris allarga un braccio e alla sua sinistra compare una Gibson dorata. È appesa alla spalla di un bianco signore, che porta il nome di Jimmy Page. Continue reading…

My Morning Jacket › Circuital

ROUGH TRADE
Quasi un ritorno a casa per Jim James e compagni: registrato a Louisville, è più rock e omogeneo di Evil urges. «il disco più live che abbiamo fatto»

Sono passati tre anni da Evil Urges e dal nostro (piacevole?) disorientamento. Abbandonato il luccichio della Big Apple i nostri sono tornati a registrare nel cortile di casa, più precisamente nella palestra di un oratorio di Louisville, Kentucky. Coprodotto dallo stesso James con Tucker Martine (R.E.M, Decemberist, Sufjan Stevens) Circuital è sì ambizioso ma più omogeneo del predecessore. L’atmosfera rilassata ha portato a una rinnovata confidenza tra i membri della band testimoniata dallo stesso James ‹‹Questo è il disco più live che abbiamo mai fatto››. Continue reading…

The Low Anthem

MILANO, SALUMERIA DELLA MUSICA – 28 MARZO 2011
Alla scoperta della musica americana sulla macchina del tempo dei Low Anthem

The Low Anthem – Boeing 737 from HearYa.com on Vimeo.

Quando prende vita, con le prime note dei The Head and The Heart, si capisce che la serata è fortunata. Il sestetto di Seattle, ennesima scoperta targata SubPop, ci regala un brillante concertino dal piglio semi-serio. Pop acustico fresco e coinvolgente dove l’alternanza, l’intreccio e la cura delle parti vocali la fa da padrone. Il gruppo guidato da Jonathan Russell conferma anche dal vivo di essere un prospetto interessante. E’ il godibile preludio al piatto forte del menu, la vibrante esibizione dei The Low Anthem. La band del Rhode Island ci farà salire a bordo di una polverosa macchina del tempo, in un viaggio a zig zag sulle strade della musica Americana. Continue reading…

North Mississippi Allstars › Keys to the Kingdom

SONGS OF THE SOUTH
Ricordano la morte di Jim Dickinson e piazzano il loro disco migliore

Keys to the Kingdom EPK from DrewRLM on Vimeo.

Un ciclo di canzoni che celebra la vita di fronte alla morte. Il miglior album in studio della band dei fratelli Dickinson è stato ispirato dalla morte del padre Jim (leggendario musicista e produttore scomparso il 15 agosto 2009) e dalla nascita del primo figlio di Luther. Due facce della stessa medaglia. In Keys to the Kingdom i nostri riescono a mettere il loro fantastico sound al servizio di un songwriting finalmente ispirato per una magistrale cavalcata di swamp blues, country e southern rock. Una locomotiva che pigramente attraversa in sogno le pianure bagnate dal grande fiume. Continue reading…

Godspeed You! Black Emperor

BRUXELLS, LE CIRQUE ROYAL – 15 GENNAIO 2011
Il post rock incontra il progressive, le musiche da film, l’attitudine punk e la classica: due ore di grande musica

godspeed you black emperor – storm from Kurtis Hough on Vimeo.

Definire la band di Montreal, descritta sovente come autorevole esponente del post rock, potrebbe risultare un mero esercizio stilistico. Andando frequentemente contro ogni logica del music business i GYBE hanno sempre spiazzato fuggendo da ogni possibile classificazione, mischiando il progressive rock con la musica cinematografica, l’attitudine punk con la musica classica. Un bellissimo spazio da 2 mila posti, esaurito da tempo, è la prova di quanta attesa circondi questo tour europeo che arriva a distanza di otto anni dal precedente. Continue reading…



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