Guano Padano › 2
TREMOLOA
Un intenso dialogo strumentale Italia-America con ospiti Ribot e Patton
“PRAIRIE FIRE” Guano Padano feat.Mike Patton from Morgana on Vimeo.
Il trio prosegue nell’esplorazione della musica cinematica anche se, a differenza dell’esordio, 2 alza maledettamente il tiro e si rivela come gemma gravida di suggestioni visive. Lunga cavalcata tra i confini di un indecifrabile Ovest americano, corsa che sovente devia senza perdere in coerenza espressiva, dichiarazione d’amore per la musica surf, il genio di Morricone e Badalamenti, la maestosa produzione zorniana. Zebulon ha i colori della prateria, One Man Bank l’acre odore della polvere da sparo. Degna cornice alle atmosfere del Tarantino più torbido è Gran Bazaar, con il suo arrembante chitarrismo alla Dick Dale a stravolgere uno scenario sul quale ora si proietta la raffinata Gumbo, episodio vicino al Bill Frisell di Blues Dream. Il suono grave del clarino di Achille Succi tratteggia la sagoma di Lynch, momento lascivo che il Theremin di Vincenzo Vasi rende pericolosamente seducente. In Miss Chan il mandolino crea speziati profumi d’Oriente sovrastati da una ruvida anima surf che raggiunge l’apice nell’assolo tagliente di Marc Ribot, ospite d’eccezione insieme a Mike Patton, sciamano in preda al peyote nell’infernale Prairie Fire. Le agrodolci Nashville, El Cayote e Sleep Walk (Santo & Johnny) sono la colonna sonora di un tramonto losangelino, la fioca luce dei neon a rivelare un’umanità stanca che ormai scivola nell’ombra.